Seed cotton on a wire mesh Louis Vuitton belts dryer is dryed and cleaned by a downflow of heated air. The natural separation and falling of trash from the belt is increased by shaking the mass of seed Ed Hardy clothescotton upon the wire mesh belt. The belt is flexed to shake the seed cotton upon it. The belt is flexed by running the belt over "V" shaped intermittent supports. The belt is also shaken by being bumped by gussets on rollers beneath the belt. The air is exhausted from beneath the belt by ducts extending across Cheap Ed Hardythe chamber. The tops of the ducts are inclined planes so that the trash slides from the top of the duct and does not accumulate on the top.

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CARCINOMA ALL' ENDOMETRIO: LA VALIDITÀ DELLA TECNICA LAPAROSCOPICA

L'isterectomia laparoscopica totale (ITL) eseguita da chirurghi esperti sembrerebbe offrire benefici per la ridotta durata dell'ospedalizzazione, dolore limitato e più rapido recupero delle normali attività giornaliere, rispetto alla procedura chirurgica standard per il cancro dell'endometrio in stadio precoce, l'isterectomia totale addominale (ITL) che comprende la salpingo-ooforectomia bilaterale. Quest'ultima procedura è però stata associata ad elevata morbilità. L'alternativa, l'isterectomia totale laparoscopica con salpingo-ooforectomia bilaterale, è meno invasiva e sembra associata a più bassa morbilità, specialmente nelle donne obese. La ricerca, condotta da ricercatori dell'Università di Groningen in Olanda, ha esaminato la percentuale di complicanze della ITL rispetto alla ITA in donne con cancro endometriale in stadio precoce. Lo studio randomizzato ha coinvolto 21 ospedali olandesi e le ITL sono state eseguite da ginecologi con provata esperienza nel campo. Le 283 pazienti con adenocarcinoma endometriale in stadio I o iperplasia atipica complessa sono state randomizzate (in rapporto 2:1) al gruppo di intervento (ITL, n = 187) o al gruppo di controllo (ITA, n = 96). La randomizzazione con generazione del numero sequenziale è stata attuata centralmente in blocchi alternativi di 6 e 3 partecipanti, con stratificazione dal centro dello studio. Dopo l'assegnazione, i coordinatori, le pazienti, i ginecologi e i membri del comitato dello studio erano a conoscenza del tipo di trattamento eseguito. L'outcome primario dello studio era la percentuale di complicanze maggiori, che è stata valutata da un comitato indipendente. I dati sono stati valutati con analisi 'intention-to-treat' modificata, dato che due pazienti in entrambi i gruppi sono state escluse dall'analisi principale. La percentuale di complicanze maggiori è stata del 14,6% (27 di 185) nel gruppo ITL rispetto al 14,9% (14 di 94) nel gruppo ITA, con una differenza di -0,3% non significativa (IC 95%: -9,1 - 8,5; p = 0,95). La percentuale delle pazienti che hanno manifestato una complicanza intra-operatoria maggiore (9 di 279; 3,2%) era più bassa rispetto a quelle che hanno manifestato una complicanza post-operatoria maggiore (32 di 279; 11,5%) e non variava tra il gruppo ITL (5 di 185; 2,7%) e il gruppo ITA (4 di 94; 4,3%; p = 0,49). La percentuale di pazienti con una complicanza minore è stata del 13% (24 di 185) nel gruppo ITL e dell'11,7% (11 di 94) nel gruppo ITA (p = 0,76). Il passaggio alla laparotomia si è verificato nel 10,8% (20 di 185) delle procedure laparoscopiche. La ITL è stata associata a una inferiore perdita di sangue (p < 0,0001), un minor uso di farmaci antidolorifici (p < 0,0001), una più breve ospedalizzazione (p < 0,0001) e a un più rapido recupero (p = 0,002), anche se la durata della procedura è stata più lunga rispetto alla procedura standard (p < 0,0001). In conclusione, lo studio non ha evidenziato vantaggi tra le due procedure in termini di complicanze maggiori, ma benefici sulla durata dell'ospedalizzazione, sulla sensazione di dolore, e sul recupero fisico della paziente.

Lancet Oncol, 2010 Jul 16 [Epub ahead of print] (Tratto da SIGO News Anno 2, num 63)

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